Dai gesti casuali alla comunicazione consapevole
Tra i 6 e i 12 mesi, il bambino comincia a fare le cose con uno scopo. Non muove più le mani per caso, ma per ottenere qualcosa: afferrare un oggetto, attirare l’attenzione, cercare lo sguardo del genitore. È l’inizio dell’intenzionalità.
Questo passaggio segna una tappa cruciale nello sviluppo cognitivo e relazionale. Il bambino scopre che le sue azioni producono effetti: se scuote un sonaglio fa rumore, se lancia un gioco qualcuno lo raccoglie, se sorride riceve un sorriso. È il momento in cui nasce la consapevolezza del “causa-effetto” e del proprio potere di influenzare l’ambiente.
Per il genitore, questa fase richiede osservazione e ascolto. Lasciare spazio all’esplorazione, rispondere ai tentativi comunicativi, nominare ciò che accade (“Hai preso la palla!”, “Hai trovato il cucchiaio!”) aiuta il bambino a collegare azioni e significati.
Le neuroscienze ci ricordano che ogni esperienza accompagnata da relazione e parola rinforza i circuiti dell’apprendimento. Ogni gesto che trova risposta diventa una piccola conferma: “Io posso fare, e qualcuno mi vede”.
L’intenzionalità è la base della comunicazione, del linguaggio e dell’autonomia. Riconoscerla e sostenerla significa incoraggiare un bambino curioso, fiducioso e capace di costruire relazioni significative.